By Dop Italian Food on Mercoledì, 06 Maggio 2015
Category: Olio DOP e IGP

Lucca D.O.P. Olio Evo

Descrizione del prodotto Lucca D.O.P. Olio Evo

L’olio extravergine di oliva Lucca DOP è ottenuto dai frutti dell’olivo delle varietà Frantoio, Frantoiano o Frantoiana presenti negli oliveti fino al 90%, e Leccino fino al 30%. Possono concorrere altre varietà minori fino ad un massimo del 15%.

Metodo di produzione Lucca D.O.P. Olio Evo

Le olive devono essere raccolte direttamente dalla pianta, preferibilmente a mano e senza, comunque, considerare le olive cadute a terra. La raccolta deve concludersi entro il 31 dicembre di ogni anno. Le olive vengono trasportate al frantoio in modo da consentire la perfetta conservazione del frutto, avendo cura nel mantenerle in recipienti rigidi e arieggiati, in locali freschi e asciutti fino alla molitura, che deve avvenire entro due giorni dalla raccolta. La fase di gramolatura può durare non più di 50 minuti e deve essere effettuata ad una temperatura massima di 28°C.

Aspetto e sapore Lucca D.O.P. Olio Evo

L’olio extravergine di oliva Lucca DOP si presenta di colore giallo con toni di verde più o meno intensi. L’odore è fruttato di oliva da leggero a medio e il sapore è essenzialmente dolce, con sensazione di piccante o di amaro in relazione al grado di fruttato.

Gastronomia Lucca D.O.P. Olio Evo

L’olio extravergine di oliva è un alimento facilmente deperibile che necessita di una corretta conservazione per mantenere intatte le sue caratteristiche organolettiche. è dunque opportuno conservarlo in ambienti freschi e al riparo dalla luce, ad una temperatura compresa fra 14 e 18°C, lontano da fonti di calore e da prodotti che emanano particolari odori. è inoltre consigliabile consumarlo entro 4–6 mesi dalla spremitura, per gustarlo nel periodo di massima espressione del suo sapore. L’olio extravergine di oliva Lucca DOP risulta equilibrato al palato, con sentori di carciofo, erbe e frutta secca; al naso si presenta elegante e fine, con sentori di erba appena falciata, cui fanno da contraltare quelli netti del carciofo. Per il suo gusto delicatamente piccante è ottimo come condimento di insalate e pinzimoni, oltre che per la preparazione di bruschette. è inoltre particolarmente consigliato il suo impiego nelle zuppe e nei piatti tipici della tradizione toscana.

Commercializzazione Lucca D.O.P. Olio Evo

Il prodotto è immesso in commercio nella tipologia olio extravergine di oliva Lucca DOP. è commercializzato confezionato in recipienti di vetro di capacità non superiore a 5 l. Sulle etichette delle confezioni deve essere indicata obbligatoriamente l’annata di produzione.

Nota distintiva Lucca D.O.P. Olio Evo

L’olio extravergine di oliva Lucca DOP si caratterizza per un livello di acidità massima totale di 0,5 g per 100 g di olio, un punteggio al panel test maggiore o uguale a 7 e un livello di polifenoli totali maggiore o uguale a 100 ppm.

Storia Lucca D.O.P. Olio Evo

L’olivicoltura nell’area di produzione dell’olio extravergine di oliva Lucca DOP ha origini antiche, documentate già dall’VIII secolo. L’importanza dell’attività oleicola ha conosciuto una significativa crescita nel XIV e XV secolo quando, in tutta la Toscana, vennero prese misure finalizzate a promuovere e proteggere questo tipo di coltura. Col tempo si è sviluppata anche la commercializzazione dell’olio che è riuscita a trovare spazio nelle principali industrie del settore.

Zona di produzione Lucca D.O.P. Olio Evo

La zona di produzione dell’olio extravergine di oliva Lucca DOP interessa 20 comuni della provincia di Lucca, nella regione Toscana.

Disciplinare di produzione - Lucca DOP

Articolo 1.

Denominazione 
La denominazione di origine protetta “Lucca” è riservata all’olio extravergine di oliva che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal regolamento (CEE) n. 2081/92 ed indicati nel presente disciplinare di produzione.

Articolo 2.
Zona di produzione
La zona di produzione della denominazione di origine protetta “Lucca” comprende i seguenti comuni: Capannori, Lucca, Montecarlo, Altopascio, Porcari, Villa Basilica per l’area della Piana di Lucca; nei comuni di Camaiore, Massarosa, Viareggio, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Seravezza e Stazzema per l’area della Versilia; nei comuni di Bagni di Lucca, Borgo a Mozzano, Pescaglia, Barga, Coreglia Antelminelli e Minucciano per l’area della Media Valle e Garfagnana; tale territorio è così delimitato. 1) Area della Piana di Lucca. Dal punto di intersecazione della s.s. 439 Lucca-Pescia, si segue Pistoia, in prossimità di Corte Nardi, si prosegue lungo detto confine di provincia, in direzione Sud-Est, fino a raggiungere la quota 54 s.l.m.; superato di poco il Colle della Gherardesca. Da quota 54 si prosegue verso Sud-Est per la strada che passa per Colle Seghieri fino ad incrociare la strada per Montecarlo, lungo la quale si prosegue per circa 500 m, piegando poi verso Sud-Est per la snoda che, dopo la località Corte Mazzini, va ad incrociare la linea ferroviaria che segue verso Sud fino a Ponte Canneto, per poi continuare lungo la linea ferroviaria, prima verso Sud e poi verso Ovest; sino all’incrocio con il rio San Gallo, in località Badia Pozzeveri, si risale verso Nord il corso d’acqua raggiungendo la strada Altopascio-Porcari per proseguire poi lungo questa verso Ovest fino alla Corte La Pineta da dove, verso Nord. Si prosegue per la strada che costeggiando le colline giunge a Corte Di Galante. Da Corte Di Galante si segue, in direzione Nord, la strada vicinale costeggiando il corso d’acqua, affluente di sinistra del rio Leccio, passando per le quote 63, 75 e 92 s.l.m.; da quota 92 s.l.m. si prosegue verso Nord fino a raggiungere la località Cantina Carrara, a quota 38 s.l.m., quindi verso Sud-Ovest fino alla Corte Mencarini, dalla quale si prosegue verso Sud, lungo la strada che si snoda parallelamente al rio Leccio e che, costeggiando le colline, raggiunge il centro di Porcari, attraversa il paese e prosegue per rientrare a quota 20 s.l.m. sulla strada secondaria che tocca le località Palazzo Rossi, Corte Matteoni, Villa Bottini, si segue il viale di detta strada provinciale e con andamento che segue le pendici collinari, si entra per breve tratto nella strada Borgonuovo-Gragnano, seguendo poi il corso del rio Ralla fino a sotto casa Maionchi, da cui, volgendo a Ponente sotto casa Cesaretti, si raggiunge a quota 30 s.l.m. la strada 30 s.l.m. Borgonuovo-Camigliano e la segue fino a quota 55 s.l.m.; si scende verso Ponente costeggiando le colline fino a quota 39 s.l.m. e da qui segue la strada che porta a Rimortoli, proseguendo verso Nord per breve tratto lungo la carrabile Rimortoli-Segromigno, fino a quota 41 s.l.m., si raggiunge la località Fornoli, si segue la carrabile fino a quota 48 s.l.m. fino a raggiungere il centro che si attraversa, si costeggia il Parco di Villa Reale, poi si segue la carrabile che porta alla frazione di S. Gemignano passando per S. Pancrazio fino al paese di Sesto di Moriano; attraversando il fiume Serchio nei pressi del ponte ferroviario; dal paese di Sesto, scendendo verso Sud, si segue per poco la strada comunale che collega il paese di Sesto alla strada provinciale sulla destra del fiume Serchio, si attraversa Ponte a Moriano e si prosegue, fiancheggiando la collina, attraversando le frazioni di San Michele di Moriano; San Lorenzo, San Quirico di Moriano e S. Arlascio, fino alla Villa Boccella. Da questa località il confine piega a Ponente verso quota 24 s.l.m. e segue poi la strada che passa per Villa Barsanti, sotto il seminario Arcivescovile e volgendo a Sud va verso Villa Sardi, per raggiungere sopra la quota 24 s.l.m. la località Tre Cancelli.Da qui si segue per breve tratto la strada Lucca-Camaiore per deviare da questa nella via comunale pedocollinare che passa in località al Pino e che si ricongiunge alla strada Lucca-Camaiore presso Ponte del Giglio e su questa si prosegue per un tratto fino al bivio per la Fornace a quota 51 e 50 s.l.m., si toccano le località Frantoio e Villa Fonna e per la strada che conduce a Mutigliano, presso le quote 33 e 31 s.l.m., la località Villa Orsetti. Da qui si segue la strada che passa presso quote 44 e 43 s.l.m. fino ad incontrare la strada che da Monte S. Quirico conduce a S. Alessio, che si segue per breve tratto poi si risale per la strada che da questo paese segue le colline passando sotto le località Corte Pistelli, Villa Albertini, Corte Buchignani, Boscarecci, Corte Santini, Corte Lanizzi, sotto la Fornace a quota 26 s.l.m. fino alla strada che porta alla Certosa. Si costeggia quest’ultima fino a Farneta poi, verso Sud passando per le quote 57 e 41 s.l.m, si raggiunge la Corte Donatore; si attraversa la s.s. n. 439 nei pressi di Corte Puccetti, si costeggia il fosso Canabbia fino al suo attraversamento da parte della A 11/12 indi, a quota 48 s.l.m. si tocca la Corte Padrone, la quota 41 s.l.m.e, verso Est, Corte Santone, Villa Liana e verso Sud fino alla scuola di Nozzano. Dalla scuola di Nozzano si prosegue verso Ovest fino a Balbano, all’alteza della linea ferroviaria Lucca- Viareggio che si segue, verso Est, fino alla stazione di Nozzano indi, verso Sud-Est, al confine con la provincia di Pisa che si segue fino alla intersecazione di detto confine con la A-11 che si segue fino al Ponte sul Canale Ozzeri, si prosegue su detto canale fino a raggiungere la Villa Poschi, per poi prendere la strada per la località Zoppino, Vicopelago e San Michele in Escheto fino a raggiungere la s.s. n. 12 Abetone-Brennero fino a S. Lorenzo a Vaccoli, a quota 27 s.l.m da dove, verso Est passando per quota s.l.m., si segue la strada comunale che porta a San Pietro, attraversando il fosso Guappero e, andando a Nord-Est, seguendo, le quote 23, 24, 17 s.l.m. Da quota 17 s.l.m., dapprima per breve tratto, verso Est e quindi Sud-Est si percorre la strada comunale che da San Pietro porta a Vorno, fino al bivio per Badia di Cantignano per poi proseguire verso Guamo. All’altezza di Villa Politi, a quota 28 s.l.m., proseguendo per Villa Pierotti si percorre la carrabile che raggiunge il centro di Guamo e, da quest’ultimo verso Est, si segue la strada comunale che, costeggiando il Padule di Massa Macinaia, passando per S. Quirico, il rio S. Quirico e Villa Moscheni porta, all’altezza di San Leonardo in Treponzio, sulla s.s. n. 439 Sarzanese Valdera. Si segue la stessa in direzione Lucca fino a Ponte alle Luche quindi, a Nord-Est, si costeggia la collina, verso Colognora, Corte Forcone, la centrale del latte “Coop. CAPLAC di San Ginese” e verso Sud fino ad arrivare alla località Porto. Si rientra verso Ovest, in direzione Collina, fino alla stazione di San Ginese, si prosegue lungo la ex linea ferrata Lucca-Pontedera fino al confine con la provinciale di Pisa. Si segue detto confine fino alle quote 429 e 356 s.l.m. quindi la strada carrabile che da San Bucolino porta sul Monte Serra; da quest’ultima, verso Nord, costeggiando Cima Sassabodda per le quote 526 e 458 s.l.m., si oltrepassa il Rio Sassabodda, si costeggia la costa del Cipollino a quota 547 s.l.m. fino a raggiungere al rio Visona di Compito, quota 450 s.l.m., si prosegue verso Nord per quota 546 s.l.m., sulla Costa di Borgoguone alle quote 385-428 s.l.m., fino alla strada che da Vorno porta sul Monte Serra. La si segue fino al fosso di Fossaceca e, seguendo la curva di livello a quota 500 s.l.m., si raggiunge il fosso di Vorno che si segue fino ad incontrare di nuovo la curva di livello a quota 500 s.l.m., nei pressi del Monte di Carrara; indi si costeggia il Monte Le Corna, il Monte di San Pantaleone, fino a valle del Monte Pian di Conserva e quindi il confine con la provincia di Pisa che si segue passando per Villa Orsini, fino al confine fra il comune di Lucca e quello di Viareggio.
Zona di Villa Basilica. Si parte dal paese di Valgiano e, verso Est, si raggiunge il rio di Cartiera che si segue fino a quota 456 s.l.m. e per mulattiera si raggiunge quota 432 s.l.m., si sale a sud il rio fino a quota 589 s.l.m. poi, sempre per mulattiera, si raggiunge la località Campo Grande a quota 554 s.l.m., si toccano le quote 385 e 412 s.l.m. sino a raggiungere la località di Gelli, si segue poi il sentiero fino a rio Rimogno; si risale il torrente e si segue il primo affluente di sinistra fino alla località Crocicchiura, si prende la strada che da villa Basilica raggiunge Romitorio verso valle, al secondo tornante si abbandona la strada e si segue il sentiero fino al rio, si scende lungo quest’ultimo fino all’abitazione a quota 563 s.l.m. poi, dalla località Casa delle streghe, si continua lungo le quote 524, 467, 482 s.l.m., fino alla strada che da Pariana va verso l’altopiano delle Pizzorne. Da Pariana si raggiune il cimitero e si segue il rio della Torbola, seguendo poi la curva di livello a 600 s.l.m. fino alla località Uccelliera; da qui si prende il sentiero per il Colle di Capannori a quote 636 e 568 s.l.m., in località Castagnora e da qui si egue la strada di Boveglio-Colognora fino al cimitero di Colognora. Si raggiunge l’abitato e si prosegue verso il rio dei Balzo, si scende lungo il medesimo e si segue il sentiero fino al confine provinciale in località Nardi (punto 1). 2) Area della Versilia. A Nord-Ovest si inizia dal punto di intersecazione tra la via Aurelia ed il confine di provincia con Massa Carrara, si segue tale confine dal mare verso i monti fino alla località Bellegra, da qui si segue la curva di livello della quota 600 s.l.m. fino al crinale del Monte Cerreta che funge da spartiacque tra la valle del Serra ed il versante esposto a Sud, si raggiunge poi il crinale del Monte Canala a quota 432 s.l.m. fino alla località La Rocca a quota 170 s.l.m., si attraversa tale località e si scende fino alla quota 100 s.l.m., si segue la curva di livello a quota 100 s.l.m. e, seguendo il fiume Serra verso la sorgente fino al Canale di Rota, si continua lungo il fiume Serra fino al canale di S. Michele che risale fino a quota 300 s.l.m. per poi percorrere la curva di livello a quota 300 s.l.m. fino a raggiungere il Botro di Rimone; lo si risale fino a quota 600 s.l.m., si percorre tale curva di livello in direzione Sud raggiungendo le pendici del Monte Cavallo e del Monte Castellaccio fino a raggiungere il canale di Basali, si scende lungo tale canale fino al Canale del Giardino, si continua a scendere lungo detto canale fino al canale del rio che risale fino a quota 600 s.l.m., si percorre la curva di livello a quota 600 s.l.m. passando sopra Terrinca e Levigliani, si attraversa il canale delle Volte, gira intorno al Monte Alto, passa sopra le località Retignano e Pruno, attraversa il canale della Capriola sotto il Monte Forato, si attraversa il canale Versilia, si gira intorno al Monte Procinto, si attraversano le frazioni di Pomezzana e Farnocchia, si gira intorno ai monti Lieto, Ornato, Anchiana, Gabberi, prosegue sopra la località Bollogno, intorno al monte Ciurlaglia, Monte Prana ed il Monte Pedona, fino ad incontrare il rio Lucese, si segue il suo corso verso mare per un breve tratto per ricollegarsi al percorso descritto nella Media Valle, in adiacenza alla frazione di Torcigliano. Si riparte dal confine con la provincia di Pisa al punto di intersecazione dello stesso con la strada comunale per Quiesa che si percorre passando per il centro di Massaciuccoli fino ad incontrare la linea ferroviaria Lucca-Viareggio in località Quiesa, si percorre la ferovia Lucca-Viareggio in direzione Viareggio fino alla località Portovecchio, da qui si segue la via di bonifica che da Massarosa raggiunge la località Il Garage, da qui si segue l’altra via di bonifica che da detta località raggiunge la via Sarzanese, si percorre tale via fino al Ponte dell’Abbaccattoio prima del centro di Pietrasanta per seguire la via del Castagno fino ad incontrare la via Aurelia che si percorre per un breve tratto fino al viale Apua che si segue in direzione mare fino a raggiungere l’autostrada Sestri Levante-Livorno, si percorre tale autostrada fino ad incontrare la via provinciale della Marina, si risale detta via in direzione di Querceta fino a raggiungere il fiume Versilia, si percorre il Versilia fino al canale Bonazzera e lo si risale fino ad incrociare la via del Lago che si segue fino a raggiungere la via Aurelia che si percorre in direzione Nord-Ovest fino al confine con la provincia di Massa Carrara. 3) Area Media Valle. Zona centrale. Dalla Località “Ponte di Campia” si risale verso Nord. Lungo il confine comunale fino alla mulattiera tra Treppignana e la località Battosi (Tenuta de “il Ciocco”); da qui seguendo la strada per Sommocolonia si continua lungo la strada comunale in direzione Ponte di Castagnana; oltrepassato il bivio per Montebono si prende il sentiero per la località Canteo e si continua verso Gragnana e poi verso Piastra, si segue la strada per Renaio verso valle, superato il ponte sul torrente Lopporetta si prende il sentiero per la località Colletto a quota 595 s.l.m., poi si segue la strada per Pegnana verso valle fino al bivio per Tiglio Basso. Da questa località si segue la strada che raggiunge i centri di Tiglio Basso, Coreglia Antelminelli, Gromignana e Lucignana, per poi scendere lungo la strada comunale fino alla s.s. 445. Si segue la statale in direzione Castelnuovo Garfagnana, nell’abitato di Ghivizzano, si prende la strada per Ghivizzano Alto e da qui si prosegue verso il cimitero e poi lungo il sentiero che risale lungo il Rio Secco fino alla località Colle. Da qui si segue la strada fino alla provinciale per Coreglia Antelminelli e poi quest’ultima in direzione Coreglia fino al primo tornante. Qui si prende la carrabile per le località Burica Curchi e si prosegue sul sentiero che oltrepassa il torrente Ania, fino alla località Seggio, quindi si segue la carrabile fino a raggiungere le località Corte, Solco e Loppia (Chisa). Da Loppia si segue la provinciale per Barga poi quella per Castelvecchio Pascoli fino alla località Ponte di Campia su confine comunale. Zona Est. Si segue la strada che da S. Pancrazio raggiunge S. Gemignano fino alla statale 12 del Brennero (oltre il cavalcavia ferroviario). Poi lungo la medesima statale in direzione Bagni di Lucca fino al km 53 in località Ponte a Diana, qui si lascia la strada e si segue il sentiero fino alle località Cima del Colle e Madonna di Mirocchio, poi si segue la strada per Benabbio fino al sentiero per S. Trinità, poi verso la località La Motta sotto il Colle di Cerbaia fino al torrente Bugliesima, si segue il torrente fino alla strada per Lucignano. Oltrepassando il bivio per le Pizzorne, si segue il sentiero sul versante destro nella valle del torrente Pizzorna, fino alla località Fabbriche, poi si segue il sentiero lungo le quote 440 e 497 s.l.m. fino alla località Madonna di Serra e Rio Particelle, poi si segue il sentiero lungo le quote 502, 552, 420, 398 e 302 s.l.m. fino alla località Madonna della Selva, per raggiungere la quota 344 s.l.m., il Colle dei Burroni lungo il sentiero per piazza di Brancoli, la strada per Ombreglio, da qui si segue la carreggiabile per il Ponte Molinaccio, poi si prende il sentiero per Deccio, Tramonte e Castellaccio, fino a raggiungere il torrente Fraga, si segue poi la strada verso valle fino a raggiungere la località Matraia Colle e si prosegue per la località Zazzera e lungo il sentiero, all’incrocio con il torrente Rio Caprio, si prende la strada che da Matraia raggiunge Valgiano fino all’abitato di Valgiano (segue sulla Piana di Lucca). Zona Ovest. Si segue la strada provinciale Ludovica dalla frazione di Ponte a Moriano fino a Piano della Rocca, da qui si risale per il sentiero (ex strada comunale) che raggiunge la località Rocca (Chiesa degli Alpini), si prosegue verso il cimitero e si continua sul sentiero per la località Londigiana fino ad incontrare la strada Oneta-Cune. Si segue la strada fino all’abitato di Cune poi si percorre il sentiero per le località Alla Volta, Colle delle Coste e Colle Belvedere fino a raggiungere la frazione di Dezza; si prosegue lungo il sentiero che risale lungo il torrente Dezza e si raggiungono le località Bestuolico, Ripa e Carraia, si prende la strada per Colognora fino al bivio poi si scende per il sentiero verso le località Ansana, Gello, S. Rocco e Alle Pianacce, incontrando la strada provinciale in località Vergana, si segue poi la provinciale fino alla frazione Piegaio, poi si segue la strada per Fiano-Loppeglia e da Fiano in direzione Chiesina di Foce lungo la carreggiabile, si segue poi il sentiero per Bozzano fino alla focalità Capannaccia sotto il Monte Primo e si raggiunge l’abitato alla quota 643 s.l.m., poi si segue il sentiero in direzione Anticiana e prima dell’abitato della medesima località si risale fino al torrente, si segue il torrente fino alla quota 484 s.l.m., si prende il sentiero per la località Ferrandino-Gombitelli, si continua sulla strada per Torcigliano, fino al ponte sul Rio Lucense da qui si risale lungo l’affluente di destra fino alla quota 600 s.l.m., ove si ricongiunge con la Zona Versilia. 4) Zona della Garfagnana. Dal confine provinciale si raggiunge la strada Montefiore- Pugliano e la si segue fino a Pugliano per poi proseguire per Antognano, ove si prende il sentiero per il Fosso del Martellino. Oltre il fosso si prosegue verso Sermezzano fino alla Croce, poi in direzione della località La Maulina si raggiunge il Fosso del Fiatone a quota 544 s.l.m., si prosegue per le località Il Poggione e Fosso della Scolosa, si segue il fosso fino al confine di provincia.
Art. 3. Varietà di olive
La denominazione di origine protetta “Lucca” è riservata all’olio extravergine di oliva ottenuto dalle olive prodotte nella zona delimitata dall’art. 2 appartenenti alle seguenti varietà:
1) Frantoio o Frantoiano o Frantoiana - fino al 90%;
2) Leccino - fino al 30%;
3) Altre -fino al 15%.

Articolo 4.
Caratteristiche di coltivazione
Le condizioni pedoclimaiche e di coltura negli oliveti destinati alla produzione dell’olio a denominazione di origine protetta di cui all’art. 2 debbono essere quelle specifiche delle zone di produzione atte a conferire alle olive ed all’olio le tradizionali caratteristiche qualitative.
A) Tecniche Colturali:
1) potatura: periodicità almeno biennale in primavera;
2) concimazioni: organiche e minerali;
3) gestione del suolo: inerbimento: lavorazioni superficiali del terreno: il diserbo chimico è ammesso solo nelle situazioni di coltivazione (terrazze, declività eccessive) che precludano l’impiego di macchine operatrici per le periodiche sfalciature, trinciature o lavorazioni superficiali del terreno. Su dette superfici sono consentiti trattamenti con erbicidi di contatto in unica o più applicazioni operando con microdosi su infestanti nei primi stadi di sviluppo;
4) difesa fitosanitaria: definizione trattamenti, con particolare riguardo al Bactrocera Oleae, con applicazione dei programmi di lotta guidata stabiliti dal consorzio nell’ambito delle normative regionali.
B) Indicazioni di raccolta.
Le olive debbono essere raccolte dalla pianta preferibilmente con il metodo della “brucatura manuale”: in nessun nodo dovranno essere utilizzate olive raccolte a terra. La fase di raccolta delle olive dovrà comunque essere conclusa entro il termine massimo del 31 dicembre di ogni anno. Le live raccolte e lavorate oltre questa data non potranno essere idonee alla produzione di olio a Dop “Lucca”.
La produzione massima di olive per ettaro, per campagna di produzione degli oliveti destinati alla produzione dell’olio di cui all’art. 2, deve essere la seguente:
q.li olive/Ha 70 per oliveti in coltura specializzata, ed intensiva;
Kg 20 di olive per pianta negli altri casi.
La resa massima delle olive in olio per campagna di produzione degli oliveti all’albo denominazione di origine protetta “Lucca” è definita annualmente dall’organismo di controllo competente, sentito il consorzio di tutela, e non può comunque superare il 19,00%.
Il trasporto delle olive deve avvenire in modo idoneo alla perfetta conservazione del frutto.
Le olive raccolte devono essere conservate fino alla fase di molitura in recipienti rigidi ed aerati (cassette in plastica) in locali freschi ed areati.
Le olive devono essere molite entro il termine massimo di giorni 2 dalla raccolta.

Articolo 5.
Modalità di oleificazione
Le operazioni di oleificazione della Dop “Lucca” debbono essere effettuate nell’ambito dei territori dei comuni di cui all’art. 2. L’oleificazione avverrà con il metodo tradizionale a pressione o in frantoi moderni a ciclo continuo o semicontinuo purché rispondenti a caratteristiche di validità operative riconosciute dal competente organismo di controllo. Debbono essere rispettate le indicazioni riguardanti il tempo massimo e la temperatura di gramolazione, fissati rispettivamente in 50 minuti e 28 gradi centigradi. In caso di olive molto asciutte, può essere utilizzata acqua di diluizione a temperatura non superiore a 20 gradi centigradi.

Articolo 6.
Caratteristiche al consumo
Gli oli di cui all’art. 1 all’atto dell’immissione al consumo debbono rispondere alle seguenti caratteristiche:
caratteristiche organolettiche:
olio di colore giallo con toni di verde più o meno intensi;
fruttato di oliva da leggero a medio, fondamentalmente dolce e con sensazioni di piccante e di amaro legate all’intensità del fruttato rilevato;
punteggio minimo al panel test: uguale o maggiore a 7.
Caratteristiche chimico fisiche:
acidità massima in acido oleico 0,5%;
numero di perossidi max 12;
acido palmitico 9-14%;
acido palmitoleico 0,4-1,2%;
acido stearico 0,5-3%;
acido oleico > 72;
acido linoleico 5-9%;
acido linolenico < 0,9%;
polifenoli totali non inferiori a 100 mg/litro;
tocoferoli totali non inferiori a 90 mg/litro.
Gli esami chimico-fisici ed organolettici devono essere effettuati, secondo le metodiche di cui al reg. CEE n. 2568/91 e successive modifiche ed integrazioni.

Articolo 7.
Designazione e presentazione
Alla denominazione di origine protetta di cui all’art. 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi menzione aggiuntiva diversa da quella prevista dalla normativa vigente e dal presente disciplinare, ivi comprese le indicazioni: tipo, gusto, uso, selezionato, scelto e similari, nonché indicazioni che facciano riferimento ad unità geografiche diverse da quelle espressamente previste nel presente disciplinare. È tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento ad aziende, nomi, ragioni sociali o marchi privati purché non abbiano significato laudativo, non siano tali da trarre in inganno il consumatore e siano riportate in dimensione dimezzata rispetto al carattere con cui, in etichetta, viene trascritta la Dop. L’olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta, prodotto nella zona di cui all’art. 2, può essere commercializzato in recipienti a bottiglie di capacità non superiore a litri 5. Sui recipienti e/o sulle bottiglie contenenti l’olio extravergine di oliva, contrassegnati a Dop o sulle etichette apposte sui medesimi, devono essere riportate a caratteri chiari ed indelebili le seguenti indicazioni:
a) la Dop sotto la quale l’olio è posto in vendita seguita immediatamente al di sotto dalla dicitura “denominazione di origine protetta”;
b) il nome e cognome del produttore o ragione sociale e sede dello stabilimento di imbottigliamento;
c) la quantità di prodotti effettivamente contenuta nel recipiente espressa in conformità alle vigenti norme metodologiche;
d) la dicitura “olio imbottigliato dal produttore all’origine” o “olio imbottigliato nella zona, di produzione” a seconda che l’imbottigliamento sia effettuato dal produttore o da terzi;
e) la campagna olearia o l’anno di produzione.
Dovrà figurare, inoltre, il simbolo grafico relativo all’immagine del logotipo specifico ed univoco da utilizzare in abbinamento inscindibile con la denominazione di origine protetta. Il simbolo grafico si presenta sotto forma di cerchio con bordi irregolari sagomato, a mo’ di timbro da ceralacca di misura reale, complessiva di cm 2 x 2 di colore Verde Scuro (Pantone 364 cvc). Al suo interno, in sovrastampa, i primi due cerchi concentrici di mm 17,1 e 17 di diametro a fare da cornice, ambedue di colore marrone (Pantone 161 cvc) all’interno dei quali è riportata la dicitura “olio extravergine di oliva denominazione di origine protetta” su fondo di colore verde chiaro realizzato da una retinatura del 15% del colore Pantone 363 cvc, delimitata da altrettanti due cerchi concentrici, sempre in sovrastampa, del rispettivo diametro di mm 12 e 11,8 di colore marrone (Pantone 161 cvc). All’interno degli ultimi due cerchi, in posizione centrale all’interno disegno, è inserita la raffigurazione di un antico torchio per olio, stampato in colore marrone (Pantone 161 cvc) riportante la scritta “Lucca” su fondo di colore giallo chiaro (Pantone 1205 cvc). Sovrimpresso a tutti gli altri colori, in simil oro (Pantone 104 cvc) come colore di stampa finale, l’immagine dell’olio che cola dal torchio durante la spremitura. Come opzione è prevista la sostituzione del colore simil oro (Pantone 104 cvc) con l’applicazione di oro in polvere per ottenere l’effetto di un oro più vistoso, oppure l’applicazione della stessa sagoma raffigurante la colatura dell’olio realizzata con foglio d’oro a caldo, per ottenere effetto metallico, lucido e brillante. Tale marchio è da riprodursi nella misura reale di cm 2 x 2 per essere applicato successivamente a bottiglie o recipienti l’olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta “Lucca” su carta idonea all’applicazione, con colla o a supporto adesivo, oppure da riprodursi, opportunamente ingrandito, per tutti gli altri usi purché nei modi e nei termini decisi dagli Enti autorizzati dallo stesso marchio.